Il soggetto plurilingue e l'apprendimento

Prendere coscienza del proprio profilo linguistico è un primo passo in un approccio plurilingue : il soggetto discente ricostruisce la propria storia liguistica (quante lingue parla, quando le ha apprese, come le impiega, ecc.) ed esplora la diversità linguistica e culturale che lo circonda in qualunque campo : privato, accademico, professionale e sociale (quartiere, città/paese, regione, nazione).

1.1. Saper valorizzare il proprio profilo linguistico e conoscere il propro ambiente linguistico-culturale

Il discente-utilizzatore intercomprensivo guadagnerà in efficacia se è capace di tracciare il proprio autoritratto linguistico : lingue conosciute e livello di abilità, bisogni, obiettivi d’apprendimento, ecc. il procedimento detto ‘portofolio’ permette al discente di sviluppare compentenze per rendersi autonomo nella gestione dei suoi percorsi d’apprendimento.

1.1.1. Valorizzare il proprio profilo linguistico

  • Individuare le lingue che si utiilizzano e determinare i vari contesti di comunicazione in cui se ne fa uso, per prendere consapevolezza della dimensione plurilingue e pluriculturale del proprio profilo.

    Il formatore può domandare ai discenti quale/i lingua/e essi impieghino nei campi privato, sociale, professionale e accademico. Si potrà far appello a metafore visuali (fiori, diagrammi, autoritratti linguistici, icone che rappresentano vari domini d’uso, ecc.) che permetteranno al discente d’avere una visione d’insieme dei propri usi linguistici.

  • Organizzare e presentare le competenze parziali delle lingue del proprio profilo (comprensione, prouzione, interazione, mediazione) valorizzando le esperienze di formazione in lingue nei contesti scolastici ed extra-scolastici, segnatamentte nel corso dei contatti multilingui e multiculturali.

    Con l’aiuto di una biografia linguistica (modelli presenti nel Porfolio Europeo delle Lingue convalidato dal Consiglio d’Europa e disponibile in numerose lingue ; cfr. Portfolio), il soggetto potrà specificare per ciascuna lingua del suo repertorio il suo livello di competenza, differenziando secondo le attività linguistiche (parlare, leggere, scrivere…). Il formatore dovrà insistere sulla legittimità di ogni conoscenza/competenza linguistica, acquisita in contesto formale, informale o in formazione continua, e sull’interesse di acquisirne altre. In qualche modo, il formatore dovrà suscitare un [atteggiamento di controllo] nell'acquisizione multilingue e multiculturale. 


     

    1.1.2. Conoscere il proprio ambiente linguistico-culturale

  • Riconoscere le lingue e le culture presenti nell’ambiente in cui si vive, nella propria famigia, a scuola, sul lavoro, nell’universo mediatico.

    Il formatore comincerà col domandare ai discenti quali lingue essi ascoltino attorno a sé nel proprio quartiere, nella propria città, in modo da acquisire una visione d’insieme delle lingue con cui essi sono in contatto. Un procedimento più attivo, che è alla base della nozione di paesaggio linguistico, consiste nell’organizzare un sondaggio sul campo da parte dei discenti, che potranno osservare  le lingue presenti nelle affissioni pubbliche (pubblcità e comunicazione istituzionale) e nei luoghi della vita sociale (mercati, risotranti, trasporti…).

    1.2. Saper organizzare il proprio apprendimento in intercomprensione

    L’autonomia è un obiettivo a lungo termine che il discente di lingue deve acquisire nel corso della sua formazione scolastica e durante le sue esperienze di formazione fuori della scuola. Allo stesso modo, in IC sono valorizzate le capacità di organizzazione e di gestione del proprio apprendimento ; imparare ad imparare.

    In IC, una gran parte degli strumenti disponibili è informatizzata e fornisce l’accesso a risorse e a funzionalità, come i moduli di formazione, in autonomia. Inoltre, le TICE permettono di comunicare a distanza con interlocutori di tutto il mondo.

     

     

    1.2.1. Pianificare il proprio apprendimento in autonomia

  • Definire gli obiettivi realizzabili, in funzione dei propri bisogni di comunicazione e d’apprendimento, tenendo conto que le performances in IC variano secondo : il grado di prossimità tra la/le lingua/e implicata/e e la / le propria/e lingua/e di riferimento, il tipo di testi, i contesti di comunicazione.

    Il formatore guiderà i discenti a divenire progressivamente coscienti degli obiettivi che essi possono realizzare attraverso l’IC in funzione del proprio profilo, dei propri bisogni e sulla base d’un bilancio iniziale o di un’attività di scoperta (si veda il modulo BAI – Base d’attività interattiva di Miriadi). In auto-apprendimento, il soggetto potrà lasciarsi guidare dai materiali pedagogici esistenti.

  • Definire un percorso : scegliere una metodologia di lavoro, individuare le risorse disponibili (materiali, strumenti di riferimento) e i contesti d’apprendimento accessibili (piattaforme digitali, corsi in presenza), definire un calendario.

    Esiste un significativo numero di strumenti per l’approccio intercomprensivo auxuels [ai quali ???] il discente può ricorrere per realizzare i propri obiettivi. Questi strumenti si differenziano per il pubblico (bambini, adolescenti e adulti) ; le differenti famiglie di lingue considerate (romane, slave, germaniche, « di là dalle lingue ») ; le attività linguistiche in gioco (comprensione, interazione orale e scritta) ; Ecco una lista (non esaustiva) di progetti IC, sul sito Galapro : Progetti, Inercomprensione, Galapro.

    1.2.2. Adottare procedure d’apprendimento riflessivo

  •  Adottare strategie cognitive (generalizzazione, associazione, classificazione, trasferimento di conoscenze, inferenze…) e di tecniche d’apprendimento (appunti, memorizzazione, riassunto, traduzione), a seconda della situazione e degli obiettivi d’apprendimento.

    Ogni individuo ha una sua propria modalità d’apprendimento. Questo stile d’apprendimento  costituisce una risorsa di base sulla quale sviluppare strategie e tecniche esplicite.

  • Trarre profitto dalle espserienze d’apprendimento precedenti.

    Il discente beneficia delle esperienze d’appprendimento precedenti per anticipare le difficoltà e organizzare il proprio lavoro. Inoltre, il procedimento intercomprensivo suppone anche un certo decondizionamento in rapporto alle metodologie d’apprendimento/insegnamento focalizzate su una sola lingua.

  • Autoregolare il proprio processo d’apprendimento : modificare i propri obiettivi e le proprie scelte in funzione della situazione, del processo intercomprensivo, dei successi e delle difficoltà individuali.

    è importante saper modificare il proprio modo d’agire con l’avanzare della formazione, di fronte a eventuali difficoltà, imprevisti, cambiamenti d’obiettivo, per continuare il proprio percorso e non lasciarsi scoraggiare. Ciò implica bilanci periodici nel corso della formazione.

  • Valutare i propri apprendimenti (efficacia del proprio procedimento, difficoltà del compito, progresso realizzato, livello raggiunto).

    Apprendere in autonomia significa saper fare un bilancio finale, il formatore guiderà il discente a orientarsi verso un bilancio di un certo tipo in accordo con gli obiettivi prefissati all’inizio del percorso.

     

    1.2.3. Saper trarre profitto dalle TICE (tecnologie informatiche di comunicazione in educazione) per l’intercmprensione a distanza.

     

  • saper partecipare alla redazione collettiva d’un documento plurilingue su un wiki

    Molti scenari prevedono la realizzazione collettiva di documenti plurilingui che valorizzano l’intero lavoro d’interazione. Il wiki si rivela uno strumento particolarmente efficace per la realizzazione di compiti di scrittura collaborativa.

  • Saper partecipare a una chat o a un forum plurilingue

    La comunicazione a distanza richiede la conoscenza di alcuni codici di comunicazione intercomprensiva ; in particolare accettare d’esprimersi in varie lingue, sforzarsi di rendere comprensibile il proprio messaggio scritto e di comprendere quello dell’altro (Cfr. V l’interazione plurilingue e interculturale). Alcuni esempi del funzionamento dell’interazione scritta online, sono accessibili nei forum delle piattaforme Galanet www.galanet.eu, Galapro www.galapro.eu/sessions et Babelweb www.babel-we.eu.

     

  • Saper produrre un documento audio o video : sapersi registrare in condizioni favorevoli alla comprensione da parte dell’altro (badare alla qualità di registrazione dell’immagine, all’ambiente sonoro, alla posizione del viso, ecc.)

    La comprensione orale in IC può riguardare la comprensione continua di un documento orale realizzato con i propri mezzi. Grazie alla tecnologia offerta dagli smartphones, i mezzi tecnici sono ormai accessibili alla maggioranza delle persone per gli usi non professionali. E tuttavia necessario rendere chiaro e comprensibile il documento, affinché l’ascoltatore che non domina la lingua lo comprenda. Si troveranno alcuni esempi di video nello spazio d’Autoformazione della piattaforma Galanet. Si potrà cominciare da un’autopresentazione video dei partecipanti a uno scambio.

     

    1.3. Saper sviluppare attitudini di disponibilità alle lingue-culture e al loro apprendimento

    Il fatto di essere in rapporto con lingue che non rientrano necessariamente all’interno del quadro delle lingue più diffuse a livello internazionale stimola la curiosità dei discenti e li sollecita ad aprirsi alla diversità linguistica e culturale. I descrittori di questa sotto-sezione mirano allo sviluppo delle attitudini di riflessione sulle proprie rappresentazioni e anche alle attitudini di valorizzazione dei punti di vista parziali.

    1.3.1. Aprirsi alla diversità linguistica e culturale

  • Identificare e trasformare le proprie rapppresentazioni sulle lingue e sulle culture ; prendere coscienza di particolari prospettive indotte dall’etnocentrismo culturale e linguistico.

    Un insieme di descrittori riguardanti il saper essere è disponibile nella parte A (Attitudini) del CARAP (CARAP, saper essere). In IC il formatore può proporre attività in cui i discenti sono messi di fronte alla diversità linguistica per far emergere le loro rappresentazioni individuali e collettive (per esempio Eu e as linguas románicas).

    Il formatore controlla che queste rappresentazioni si modifichino attraverso interventi specifici ; si può per esempio seguire il modo in cui le rappresentazioni di una lingua/cultura si sono trasformate in un dato contesto in differenti epoche, confrontare la prospettive divergenti su uno stesso tema all’interno di un gruppo culturalmente e linguisticamente eterogeneo.

    Queste riflessioni aiuteranno i discenti a relativizzare i propri sitemi di riferimento e a metterne in questione la natura dell’universalità (cfr. L’autobiografia degli incontri interculturali pubblicata dal Consiglio d’Europa e in particolare Rappresentazioni dell’altro. Una Autobiografia degli incontri interculturali attraverso i media visuali e per giovani discenti).

     

  • Impegnarsi nella comprensione dell’insieme delle lingue e varietà di lingue presentate in un data situazione comunicativa senza limitarsi alle lingue di propria scelta.

    Per condurre i discenti a riconoscere i valori di tutte le lingue-culture di là dal loro statuto istituzionale e politico, l’intervento del formatore è talvolta necessario per valorizzare il patrimonio artistico, scientifico e culturale che si esprime nelle lingue e varietà meno diffuse  (canzoni, poemi, biografie di figure emblematiche…). Si può giocare sul piacere estetico e sugli approcci ludici.

    1.3.2. Assumere la propria posizione di discennte in IC

  • Accettare di essere provvisoriamente in una situazione d’insicurezza linguistica : accettare di non capire tutto, non bloccarsi di fronte alle difficoltà

    Il formatore può sottolineare che la comprensione dei messaggi non è mai totale nella comunicazione in prima lingua. In IC si tratta di raggiungere un livelllo di comprensione accettabile secondo le finalità che ci si propongono. Per esempio a uno stadio iniziale il discente può semplicemente riconoscere  la natura del testo e individuare la tematica principale. Occorrerà distinguere chiaramente la differenza che corre tra non capire tutto e non capire nulla, per valorizzare la comprensione parziale, approssimativa, e non letterale (cfr. Livello di progressione in compentenze testuali).

     

     

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